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Selfie Al Volante: Una Moda Non Può Costare Una Vita

Selfie al volante: una moda non può costare una vita

Scattare un ‘selfie’ alla guida comporta una distrazione della durata media di 14 secondi, un tempo nel corso del quale un’auto che procede a 100 km/h copre la distanza di 4 campi di calcio: 400 metri percorsi “praticamente” al buio.

Una pratica molto pericolosa quindi che però è molto in voga, soprattutto tra i giovani, come emerge da una recente ricerca di Ford, condotta su un campione di 7mila europei di età compresa tra i 18 e i 24 anni, che ha certificato come uno su 4 ha scattato un “selfie” al volante (26% tra gli italiani).

Sebbene la quasi totalità degli intervistati riconosca che l’utilizzo dello smartphone alla guida rappresenti un pericolo e sia consapevole dei relativi rischi, i numeri descrivono uno scenario in cui i giovani tendono, con una prevalenza dei ragazzi rispetto alle ragazze, a ignorarne le possibili conseguenze.

Tutto questo nonostante abbiano oramai fatto il giro del mondo via web le testimonianze di diversi casi di incidenti mortali causati dalla “distrazione da selfie”, come quello di Courtney Ann Sanford, morta a soli 32 anni: alle 8,33 di giovedì mattina la giovane aveva pubblicato su Facebook una sua immagine e un post, «La canzone Happy mi rende felice», alludendo al celebre brano di Pharrell Williams che stava ascoltando alla radio. Soltanto un minuto dopo, alle 8.34, gli agenti hanno ricevuto una telefonata di emergenza che segnalava «un grave incidente».  La ragazza ha perso di vista la carreggiata, andando a impattare frontalmente contro un mezzo pesante, terminando la sua corsa in un fosso.

“Se prima c’era solo chi parlava al telefono senza auricolare – denuncia il presidente di Asaps (Associazione sostenitori amici Polizia Stradale), Giordano Biserni – ora c’è chi naviga online, chi twitta, chi usa Whatsapp e – appunto – chi si fotografa”. “Non è dato di sapere quanti siano gli incidenti anche gravi determinati dalla distrazione per l’uso di cellulari, smartphone e tablet alla guida, continua Biserni, si sa però che sono in forte crescita gli incidenti senza una causa apparente. Sono circa il 35% le fuoriuscite per sbandamento nei soli incidenti mortali del fine settimana”.

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