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Come Lucidare L’auto: La Protezione Della Carrozzeria

Come lucidare l’auto: la protezione della carrozzeria

La protezione, ultimo passaggio del processo di lucidatura dell’auto, permette di raggiungere risultati diversi usando cere, sigillanti o nanotecnologia.

Eccoci dunque al capitolo finale del nostro percorso dedicato alle fasi del processo di lucidatura: la protezione del veicolo, da effettuare una volta corretti i difetti ed eliminati dalla carrozzeria segni, graffi e imperfezioni varie.

Abbiamo già affrontato in un altro articolo il tema delle diverse tecnologie che il mercato offre per compiere questa operazione. Se non lo avete ancora fatto, vi invitiamo a leggerlo prima di proseguire.

In caso contrario saprete già che la famiglia dei protettivi è composta da tre tipologie di prodotti:

  • Cere (naturali o sintetiche)
  • Sigillanti
  • Nanotecnologia

A queste tre andrebbero aggiunte anche le pellicole trasparenti removibili in film o spray (ma di queste ci occuperemo prossimamente in un articolo a loro dedicato).

La scelta ovviamente è soggettiva ed è funzione di diverse variabili: risultati che si intendono raggiungere, disponibilità di spesa e, soprattutto, manualità e livello di esperienza.

DURATA

CERA

SIGILLANTE

NANOTECNOLOGIA

RESISTENZA

CERA

SIGILLANTE

NANOTECNOLOGIA

ESTETICA

CERA

SIGILLANTE

NANOTECNOLOGIA

FACILITÀ DI APPLICAZIONE

CERA

SIGILLANTE

NANOTECNOLOGIA

Per maggiori dettagli sulle tre diverse tipologie di protettivi per auto leggi l’articolo:
Cera per auto, sigillante o nanotecnologia?

Come lucidare l'auto: protezione - Premesse e consigli

Come lucidare l’auto

Protezione non vuol dire correzione (premessa nr. 1)

Lo scopo dei protettivi è quello di preservare al meglio e per il tempo più lungo possibile le condizioni della vernice della propria auto dalle aggressioni chimico/fisiche esterne (contaminanti naturali e industriali, leggere abrasioni, ecc.) non quello di correggere i difetti.

Ma ci sono in commercio prodotti ibridi, che uniscono ad un ridotto potere abrasivo anche funzioni protettive. Utilizzandoli otterrete sempre un risultato inferiore a quello che avreste raggiunto attraverso due prodotti specifici: sappiate che in questo campo le scorciatoie non esistono.

Fate sempre molta attenzione in fase di acquisto del prodotto, perché potreste incorrere in un articolo di cui vi riportiamo la descrizione che abbiamo tratto con un semplice copia/incolla da un sito: “…è un prodotto per la pulizia, la lucidatura e la protezione a base di Cera di Carnauba per tutte le parti di auto, moto… Non contenendo cere e siliconi non ha controindicazioni per il suo utilizzo“.
Vedete un po’ voi, la prima cera al mondo senza cera!

Protezione non vuol dire cammuffamento (premessa nr. 2)

Lo stesso concetto vale per quei prodotti che promettono di proteggere la carrozzeria ed allo stesso tempo di coprire i difetti. Ne esistono molti tipi, colorati, contenenti particelle riflettenti, ecc.

Se non avete tempo o voglia per un intervento di lucidatura ortodosso, quello che dovete utilizzare è un buon “glaze“, prodotto a base di oli o altre sostanze che hanno l’effetto di mascherare i segni aumentando il livello di riflettenza e quindi l’effetto di brillantezza della vernice. Alcuni riescono a riprodurre addirittura l’effetto bagnato.

I risultati di copertura sono abbastanza buoni se i graffi non sono particolarmente profondi, peccato che la loro efficacia sia di durata abbastanza breve.

Il glaze non è un protettivo, tant’è che richiede l’applicazione successiva di una cera o di un sigillante.

Tale soluzione, però, può avere controindicazioni: il glaze potrebbe ridurre la capacità di ancoraggio del protettivo, con una conseguente minore durata dello stesso.

Protezione non vuol dire “effetto specchio” (premessa nr. 3)

La maggior parte dei protettivi, chi più chi meno, producono l’effetto di aumentare profondità e gloss (brillantezza) del colore. Le cere, soprattutto quelle naturali a base di Carnauba di elevata qualità, lo fanno naturalmente, senza bisogno di additivi specifici nella loro formulazione.

Ma un protettivo non dovrebbe essere scelto per questa caratteristica, bensì per le sue qualità di durata, resistenza e, molto importante in ambito fai da te per gli utenti meno esperti, facilità di applicazione.

La brillantezza donata da un protettivo è sempre un fenomeno artificiale destinato ad esaurirsi nel tempo. Quella naturale della vernice priva di impurità e difetti, se ben mantenuta, può durare molto più a lungo, anche per sempre.

In sintesi: due consigli per la scelta del prodotto

Sulla base di queste premesse, indipendentemente dalla tipologia di protettivo per cui opterete, noi vi consigliamo di:

  1. Privilegiare un prodotto specifico (non un ibrido) e questo vale per tutti quelli utilizzati in ogni fase del ciclo di lucidatura. Gli abrasivi (compound e polish) correggono i difetti, i glaze garantiscono effetti di brillantezza molto elevati, i protettivi proteggono…)
  2. A meno che non siate veramente alle prime armi, scegliete un prodotto di alta qualità, di livello professionale o semi-professionale. Spendere un po’ di più in questa fase può voler dire risparmiare molto dopo.
Come lucidare l'auto: protezione - 7 regole da rispettare

Come lucidare l’auto

Le 7 regole da rispettare per l’applicazione del protettivo

Cera, sigillante o nanotecnologia, per quanto diversi tra loro, hanno in comune alcuni requisiti e accorgimenti di base che devono essere rispettati per la loro efficace applicazione:

  1. Un ambiente di lavoro pulito, possibilmente privo di polveri in sospensione, coperto e ben illuminato
  2. Se si lavora all’esterno, evitare di farlo alla luce diretta del sole. L’intervallo corretto di temperatura del supporto è, indicativamente, tra i 15 °C ed i 30 °C.
  3. Prima di iniziare, passare, su tutto il veicolo, un pulitore specifico (a base di alcol isopropilico). Serve per eliminare eventuali residui di oli o solventi, contenuti nei prodotti usati per la correzione, che potrebbero compromettere la perfetta adesione del protettivo. Meglio se il pulitore scelto ha caratteristiche antistatiche.
  4. Lavorare sempre su un supporto privo di polvere. Usare un panno in microfibra per pulire la superficie da trattare immediatamente prima di stendere il protettivo.
  5. Operare su superfici ridotte e circoscritte. Completare una fase di lavoro alla volta (applicazione e successiva rimozione) area per area. Evitare di coprire superfici eccessivamente ampie perché più gli eccessi di prodotto rimangono sul supporto e più può diventare difficoltoso rimuoverli.
  6. Procedere applicando il protettivo incrociando e sovrapponendo, in parte, i passaggi; prima in senso orizzontale e poi verticale. E’ sempre fondamentale riuscire a distribuire omogeneamente il protettivo,
  7. Non eccedere mai con l’applicazione del prodotto. Sia che si tratti di cera, sigillante o nanotecnologia, il film deve essere sottile. Troppa quantità porta solo a più lavoro (e fatica) nella fase di rimozione.
Come lucidare l'auto: protezione - Scegliere il protettivo

Come lucidare l’auto

Le cere sono il protettivo più noto ed utilizzato

La cera è senz’altro il protettivo più noto ed utilizzato: la grande varietà disponibile, la facilità di applicazione ed il costo, in media contenuto, ne fanno il prodotto più utilizzato in campo fai da te.

Sintetiche o naturali, neutre o colorate, applicabili a mano o con lucidatrice orbitale, liquide, spray o in pasta: scegliere non è facile.

Prima di puntare sulla cera, quale protettivo, e valutare tra le tante varianti è bene sapere che per dare alla vostra auto una copertura efficiente e continuativa (anche utilizzando un prodotto di elevata qualità) dovrete pianificare almeno quattro applicazioni all’anno, una a stagione.

Subito dopo dovrete accettare l’idea di rinunciare per sempre al lavaggio sotto i rulli, non importa se con spazzole antigraffio, se non volete vedere i risultati del vostro lavoro vanificati nell’immediato. D’altra parte, però, una buona cera rende il lavaggio manuale dell’auto molto più veloce, meno faticoso, rispetto ad un’auto non trattata. Non siamo proprio al livello del proverbiale effetto loto del trattamento nanotecnologico, ma comunque lo scorrimento dell’acqua è molto buono.

Il nostro consiglio è di scegliere una cera naturale in pasta con una buona concentrazione di Carnauba (quella max è pari al 60%) di buona qualità e di applicarla manualmente. La stesura richiederà un po’ più di tempo (ed olio di gomito) ma risulterà più omogenea ed accurata.

Le cere possono anche essere applicate in più strati, avendo l’accortezza di lasciare solidificare del tutto l’applicazione precedente (occorrono in media tra le 12 e le 24 ore) prima della successiva.
Vantaggi? C’è chi sostiene maggiore resistenza e durata, ma per quanto abbiamo potuto valutare noi l’unico beneficio è una brillantezza un po’ superiore.

I sigillanti o le nanotecnologie? Queste ultime sono l’evoluzione dei primi

Se avete la possibilità (e la capacità) di applicare un protettivo nanotecnologico pensare ad un sigillante non ha proprio senso. La nanotecnologia rappresenta, infatti, l’evoluzione del concetto di sigillante.

Maggiore resistenza, maggiore durata e, in molti casi, gloss superiore. Un unico svantaggio, minori margini di errore.

Un buon prodotto nanotecnologico, infatti, soprattutto nel caso di quelli ceramici (che polimerizza col calore) è molto più difficile da rimuovere. Se (per caso) avete lavorato male e, dopo qualche ora di sosta al sole riemergono dei difetti, l’intervento per la loro rimozione potrebbe essere molto più difficoltoso. A volte è addirittura necessario carteggiare il supporto.

Sigillanti e protettivi nanotecnologici sono disponibili in forma fluida/cremosa o liquida. In entrambi i casi la loro applicazione è sempre consigliabile a mano con tamponi in microfibra e/o garza.

Anche questi prodotti possono essere stratificati, ma i benefici, se quantificabili, sono sempre molto ridotti.

Infine ricordate sempre che l’applicazione di un sigillante o un protettivo nanotecnologico richiede, a monte, un buon lavoro di correzione dei difetti. Non farlo è come dare la cera al pavimento di casa senza avere prima spazzato. Provate se volete vedere che effetto fa’!

Come lucidare l'auto: protezione - Il metodo professionale

Come lucidare l’auto

La protezione delle superfici da Carrozzeria Golgi

Se vi lucidate l’auto da soli potete anche permettervi di intervenire per ripristinare nuovi difetti con una certa frequenza, ma se pagate un servizio professionale, rischiare di dover rilucidare una volta all’anno la vettura di certo non vi darebbe grande soddisfazione.

Per questo motivo Carrozzeria Golgi a Milano ha scelto di utilizzare solo la nanotecnologia: non è un optional, bensì parte integrante del servizio di lucidatura.

A discrezione del Cliente si può scegliere tra due tecnologie alternative (ma dello stesso produttore)

  1. A base fluida con polimeri sintetici addizionati di polvere di diamante grezzo, che mantiene la sua efficacia per un periodo di circa 2 anni.
  2. Di tipo ceramico con polimerizzazione che avviene per effetto dell’umidità dell’aria. Ha un tempo di solidificazione superiore (fino a 72 ore) ma una volta completato il processo garantisce maggiore durata e resistenza.

Il protettivo nanotecnologico viene applicato, oltre che su tutta la carrozzeria, anche su modanature ed altri parti in plastica, specchi, fari, cerchi, passaruota e su tutte le superfici vetrate ad esclusione del parabrezza per il quale utilizziamo uno specifico prodotto a base di silicio, che garantisce su tale superficie una maggiore adesione.

Per stendere il prodotto non si utilizza un tampone manuale, ma una mini lucidatrice orbitale dotata di uno speciale tampone. La rimozione avviene con panno in microfibra.

Non si applicano più strati di prodotto e non si utilizzano additivi brillantanti.

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