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Come Lucidare L’auto: Analisi Della Superficie

Come lucidare l’auto: analisi della superficie

L’analisi della superficie verniciata e la protezione dell’auto permettono di creare le condizioni per effettuare la successiva correzione dei difetti nel modo più efficace.

Perché l’analisi della superficie si esegue dopo lavaggio e decontaminazione e non prima?

Il motivo è abbastanza semplice e logico: solo una volta che la superficie è completamente pulita è possibile riuscire a vedere tutti i difetti della vernice.

Anzi, in molti casi alcune imperfezioni come, ad esempio, i rids (o graffi isolati) si evidenziano solo dopo avere eliminato difetti superficiali quali swirls e ologrammi.

Come lucidare l’auto

Obiettivo ed importanza di un’analisi accurata nel fai da te

Individuare la corretta strategia d’intervento è fondamentale, sia per procedere più in fretta durante la fase di lucidatura, sia -e soprattutto- per evitare di compiere errori che potrebbero compromettere il risultato e creare, a volte, più problemi di quelli che volevamo risolvere.

La prima decisione da prendere è su quali imperfezioni agire e su quali no. Si tratta di una valutazione soggettiva che dipende dal proprio grado di esperienza e dagli strumenti che si hanno a disposizione. A volte, però, vi sono fattori oggettivi che portano anche i migliori professionisti ad arrendersi all’evidenza di un supporto che non può essere completamente corretto esclusivamente attraverso la lucidatura.

Si tenga presente che se pure molti difetti possono essere resi meno evidenti dall’intervento di correzione, anche se non si riesce ad eliminarli completamente, altri producono esattamente l’effetto opposto: più ci si avvicina all’obiettivo senza però raggiungerlo, più saranno visibili una volta completato il processo.

Questo si verifica, di solito, quando l’imperfezione, soprattutto se ha una base abbastanza ampia, ha penetrato completamente lo strato di trasparente. In particolare accade con difetti quali le scheggiature da sassi o escrementi di uccelli se non rimossi nell’immediato.

Come lucidare l'auto: Analizzare i difetti

Come lucidare l’auto

Stabiliamo quali difetti si possono eliminare e quali no

La regola generale vuole che tutti i difetti che intaccano il trasparente, ma rimangono al di sopra della base verniciante, possono essere azzerati attraverso la lucidatura.

Quelli che, al contrario, colpiscono anche la base possono essere eliminati del tutto solo con una verniciatura tradizionale.

La variabile che può mettere in discussione questa regola è la condizione della vernice in termini di durezza e spessore. Più è morbida e rovinata (o trattata attraverso precedenti interventi molto aggressivi) maggiore è il rischio di “scoprire” la base verniciante.

Se non si è esperti o non si dispone di uno “spessimetro”, che è lo strumento specifico per verificare la profondità del trasparente, non è cosa semplice. Un indicatore che può fare insospettire, ma non fornisce certezze, è trovarsi in presenza di un supporto uniformemente opacizzato ed ossidato.

Verificare il grado di durezza del trasparente è un po’ più semplice. Nel fai da te si può optare per la classica “prova dell’unghia”. Scegliete un punto poco visibile, appoggiate l’unghia del pollice al supporto ed esercitate una pressione progressiva, ma senza eccedere. Se l’unghia penetra con facilità, lasciando un segno, siete alle prese con un trasparente morbido che andrà trattato con maggiore prudenza ed attenzione.

Come lucidare l'auto: grado di difficoltà

Come lucidare l’auto

I tipi di difetti e il relativo grado di difficoltà

Più il difetto è profondo più l’intervento di rimozione è complesso e articolato e, di conseguenza, difficile.

La lucidatura -non ci stancheremo mai di ripeterlo!- si realizza sempre attraverso un processo di abrasione, quindi, più il difetto è grave maggiore è la quantità di prodotto verniciante che occorre asportare.

Utilizzando abrasivi aggressivi, a secco o in pasta, per eliminare i graffi più profondi ne generiamo altri più lievi, che a loro volta andranno rimossi con passaggi di grane abrasive sempre più fini.

Come lucidare l'auto: analisi e preparazione - Selezione degli strumenti di intervento

Ogni fase richiederà uno specifico “sistema”: prodotto abrasivo – tampone – strumento di applicazione – tecnica di intervento (per questi aspetti rimandiamo al capitolo dedicato alla lucidatura vera e propria), ma già nella fase di analisi è necessario capire come intervenire in funzione delle imperfezioni presenti sul veicolo.

Possiamo raggruppare le tipologie di difetti in tre gruppi per grado di difficoltà di rimozione, tenendo in considerazione che si tratta di una semplificazione e che le eccezioni esistono:

  • difetti superficiali
  • difetti medi
  • difetti profondi

Per un maggiore approfondimento sui difetti della carrozzeria leggi questo articolo.

#1. Difetti superficiali

Sono difetti eliminabili con facilità se si ha un minimo di esperienza e gli strumenti adatti; richiedono un’azione abrasiva moderata, quella che, in ambito fai da te, è realizzata con i “polish”.

Tipologie di difetti superficiali

  • Graffi lievi isolati (come quelli prodotti dalla polvere)
  • Swirls (quei segni circolari concentrici tipici dei lavaggi automatici con spazzole rovinate)
  • Ologrammi (microsegni raggruppati prodotti da precedenti lucidature male eseguite)
  • Forme ossidative meno gravi

#2. Difetti medi

Sono una tipologia già più complessa da trattare, in funzione della loro maggiore ampiezza e profondità.

Questi casi non sono quasi mai gestibili attraverso una lucidatura manuale ed è molto difficile riuscire ad eliminarli senza partire da un abrasivo almeno di grana media (P2000). Nei casi più gravi la tecnica di intervento è la stessa dei rids e delle altre imperfezioni profonde.

Tipologie di difetti medi

  • Macchie di calcare
  • Escrementi di uccelli
  • Insetti
  • Residui ferrosi

I consigli dell’esperto

Per pianificare l’intervento su questi difetti occorre tenere conto che, in qualche caso, la loro completa eliminazione potrebbe richiedere un’azione ancora più importante sul supporto. Se non si ha grande esperienza, è molto difficile capirlo prima.

Se non vi sentite preparati per effettuare un successivo intervento di rimozione profonda potrebbe essere il caso di rinunciare in questa fase dato che il risultato finale potrebbe anche essere peggiore del difetto al suo stato attuale.

#3. Difetti profondi

Il rischio di scoprire la base verniciante può essere significativo ed occorre agire quindi con molta attenzione e prudenza.

Per la loro rimozione è quasi sempre necessario utilizzare il metodo della carteggiatura a secco con levigatrice rotorbitale, partendo da dischi abrasivi a grana grossa (P1200 – 1500).

Tipologie di difetti profondi

  • Rids (graffi di norma causati da abrasione con oggetti appuntiti) sono il difetto con casistica più rilevante di questa categoria
  • Scheggiature da colpi di sasso

I consigli dell’esperto

Se non siete molto esperti e non disponete delle attrezzature adatte, in fase di analisi è meglio pianificare la loro riduzione, rinunciando all’eliminazione completa. In genere questi danni, se non troppo estesi, si prestano abbastanza bene ad essere camuffati con una cera di finitura coprente. Il risultato sarà solo temporaneo, ma è meglio che dovere riverniciare.

Come lucidare l'auto: come procedere

Come lucidare l’auto

L’analisi della superficie: come procedere

L’importanza della luce

Non tutti i difetti sono del tutto visibili in qualsiasi condizione. Alcuni di questi, come gli swirls, gli ologrammi e gli altri difetti di carteggiatura, se non sono molto accentuati, possono richiedere una adeguata fonte di luce ed uno specifico punto di osservazione in funzione dall’angolo di riflessione della fonte luminosa.

Il sole o una luce forte possono aiutare a mettere in evidenza tutti i difetti presenti sulla carrozzeria.

La soluzione ideale è quella di compiere una doppia ispezione: prima con la luce naturale e poi con la lampada a led, fluorescente o allo xeno.

Meglio ancora disporre di tutte e tre le tipologie perché ognuna funziona meglio con specifici colori e imperfezioni.

L’obiettivo è utilizzare differenti temperature di colore: la luce calda è adatta su colori brillanti e chiari; quella fredda è per vetture scure.

Bisogna procedere analizzando pannello per pannello, segnando su un foglio di carta il tipo di difetto individuato e la posizione.

A questo proposito, se non lo avete ancora fatto, vi suggeriamo di prenotare, iscrivendovi alla newsletter, il nostro e-book sulla lucidatura che sarà pubblicato al termine di questo ciclo di articoli: all’interno vi troverete un modello di scheda di ispezione che vi aiuterà a mappare in maniera chiara e precisa i difetti presenti sulla vostra auto e a schedulare il piano di intervento.

Stabilire un piano di intervento prudente

Terminata l’ispezione bisogna definire il piano di intervento. Proprio così! Non va lasciato nulla al caso: tutti i passaggi devono essere pianificati con attenzione per risparmiare tempo e ad essere più efficaci.

Il consiglio per i non esperti è quello di applicare sempre una strategia conservativa.

Meglio partire testando la superficie con una ridotta azione abrasiva e valutare come risponde il supporto. Si lavora su piccole aree iniziando ad eliminare i segni superficiali. Potrebbe essere un risultato più che sufficiente per soddisfare le vostre aspettative.

Nel caso si debbano utilizzare maniere più forti, il procedimento richiederà tempi più lunghi. Dopo avere utilizzato un abrasivo più mordente va previsto un secondo passaggio di finitura. Solo così si riduce il rischio di compiere errori con risultati senza via di ritorno.

Si lavora un pannello alla volta a partire dalle parti piane, cofano anteriore in primis. È la parte più visibile e di maggiore impatto ed è meglio affrontarla quando si è freschi e riposati.

Proteggere le parti che non devono essere trattate

Prima di iniziare è importantissimo proteggere le parti della vettura che potrebbero essere danneggiate o graffiate dalle operazioni di lucidatura quali guarnizioni, parti in plastica e cromate, stemmi ecc… Questo vale soprattutto in presenza di una lucidatrice con lana d’agnello o tamponi duri e abrasivi aggressivi.

È importante sapere che molte delle paste disponibili in commercio lasciano sulle plastiche degli aloni che è molto difficile e faticoso rimuovere.

Meglio proteggere anche i bordi e gli spigoli della carrozzeria con carta gommata, soprattutto quelli di cofano e vano bagagli. In quei punti il trasparente può essere rimosso con facilità ed il rischio di “pelare” il supporto è molto elevato.

Come lucidare l'auto: metodo professionale

Come lucidare l’auto

L’analisi e preparazione per la lucidatura auto da Carrozzeria Golgi

Il modo di procedere professionale non è molto differente da quello che abbiamo descritto per il fai da te. Soprattutto per la parte di ispezione.

Utilizziamo la luce solare per evidenziare eventuali ologrammi dovuti a precedenti lucidature mentre per gli altri difetti ci affidiamo ad una lampada che emette differenti temperature di colore a più intensità.

Disponiamo di uno spessimetro, ma non lo utilizziamo per testare lo stato del trasparente (per un buon professionista è una valutazione fattibile ad occhio nudo) quanto per verificare le condizioni del supporto su veicoli con parti riverniciate.

Rileviamo su più punti il livello di brillantezza (gloss) della superficie prima dell’intervento, attraverso un glossmetro professionale a tre angoli di misura.

È molto utile per selezionare, su ogni singolo parte del veicolo, il metodo di intervento idoneo per ottenere il migliore risultato pur preservando il più possibile le condizioni originali del supporto. Inoltre, ci permette di misurare e certificare il risultato finale del nostro lavoro.

Tutte le imperfezioni rilevate vengono mappate nella scheda di ispezione -la stessa presente nell’e-book- e nella quale viene formalizzato anche il piano di intervento. È un passaggio formale utile anche per un professionista: è un esercizio che aiuta a schematizzare meglio le operazioni da svolgere e rappresenta uno strumento molto utile nel processo di controllo e gestione della qualità.

Rispetto al tema della protezione, utilizzando un prodotto che non macchia in alcun modo plastiche, cromature e guarnizioni, possiamo permetterci di essere un po’ meno conservativi rispetto a quanto consigliamo agli appassionati del fai da te. Tutte le parti che potrebbero essere danneggiate dal contatto con gli strumenti di lavoro vengono sempre incartate.

Proteggiamo un po’ meno ma smontiamo molto di più: stemmi, ugelli lavavetri, targhe, maniglie e, più in generale, tutti gli elementi che possono impedire la piena ed efficace copertura di tutti i punti della carrozzeria del veicolo vengono rimossi prima di procedere con l’intervento.

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