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Fari Auto: Ma Quanto Costate!

Fari auto: ma quanto costate!

Quando si acquista una nuova auto, il tema dei costi di esercizio ed in particolare di quelli relativi a manutenzione e riparazione raramente viene ben ponderato ed entra fare parte dei criteri di selezione.

Il rischio però è quello di trovarsi a fare i conti, soprattutto nel malaugurato caso di incidente, con amare sorprese quando si tratta di pagare il conto del carrozziere.

Il problema non riguarda solo le vetture di lusso o di alta gamma, d’altra parte nessuno può essere così sprovveduto da non avere chiaro il fatto che più è elevato il valore dell’automobile acquistata maggiori saranno i costi da sostenere per il suo esercizio e per la gestione degli imprevisti. Il fatto è che oggi, grazie alla diffusione della tecnologia su larga scala, anche le cosiddette utilitarie vengono dotate di dispositivi sempre più sofisticati e costosi che, in caso  di sostituzione, fanno lievitare maniera significativa i costi di ripristino.

E’ il caso ad esempio dei fari: DAT Italia, filiale italiana della multinazionale che realizza sistemi di applicazioni software per la gestione delle procedure di preventivazione del danno e valutazione dell’usato, ha recentemente realizzato una indagine che evidenzia come, in alcuni casi, la loro sostituzione può costare fino al 20% del valore complessivo dell’auto.

L’analisi è stata supportata dalla pubblicazione di tre tabelle (una per le vetture supercar, una per le 50 auto più vendute in Italia e una per le Top Ten) in cui sono riportati prezzi e incidenza rispetto al prezzo del veicolo. Si scopre così che per una coppia di proiettori di una Audi A3 o di una Hyundai iX35 si possono spendere fino a 3200 euro,  per una Peugeot 208, Land Rover Evoque  o Citroen C4 si arriva a 2400.

Ovviamente si tratta di versioni sofisticate di fari dotati di sistemi intelligenti, a Led e gestiti da computer, ma che sono sempre più diffusi ed offerti anche sulle auto economiche se non nelle versioni base, come optional. In ogni caso anche i gruppi ottici più semplici sulle auto più economiche non sono propriamente a buon mercato: per una Panda, ad esempio, si spendono 340 euro.

Tra l’altro, in caso di sinistro, dopo i paraurti ed i passaruota, i fari sono le parti per cui più spesso è necessario un intervento di sostituzione. Ciò può succedere anche dopo piccoli urti in cui apparentemente il proiettore rimane integro e funzionante: se si spaccano gli ancoraggi interni che lo fissano alle staffe di supporto la riparazione è impossibile.

Che fare quindi? Rinunciare ad accessori che possono migliorare sensibilmente il confort e la sicurezza di guida? Il tema non è banale e non riguarda solo i fari, ma un sempre maggiore numero di componenti del veicolo che non si limitano a garantire una migliore funzionalità estetica: sensori, rilevatori, airbag, ecc.; la componentistica elettronica, in particolare, oggi è disponibile in primo impianto a condizioni che permettono di contenere i costi del prodotto, ma che nel cosiddetto “affermarket” viene immessa a prezzi non altrettanto convenienti.

Che si tratti di necessità o di politica commerciale delle case auto poco cambia, ma forse è arrivato il momento di valutare con più attenzione, quando si sceglie un auto, il cosiddetto “costo totale di possesso” e ove necessario e possibile, cautelarsi attraverso la sottoscrizione di adeguata copertura assicurativa. Polizza Kasko quindi, per la copertura integrale o almeno parziale dei danni subiti dalla propria auto in caso di incedente con propria responsabilità, ma attenzione anche alle condizioni accessorie della copertura RCA, perché possono essere inserite clausole quali franchigie o degrado commerciale che potrebbero ridurre in modo importante il valore del risarcimento.

Se avete domande o siete interessati ad un parere tecnico sul tema, chiamateci al 02 2663953 o scriveteci:
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