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Cos’è il risarcimento diretto?

Il Risarcimento diretto (o indennizzo diretto) è la procedura di rimborso del danno applicata, per legge, a partire dal 1° febbraio 2007.

L’applicazione della procedura di risarcimento diretto prevede che l’Assicurato-danneggiato, che ritiene di avere anche solo in parte ragione richieda il rimborso dei danni subiti direttamente alla propria compagnia assicurativa e non più a quella della controparte.

Risarcimento diretto

Quando è possibile applicarlo

Il risarcimento diretto (o indennizzo diretto) si applica solo se ricorrono le seguenti circostanze:

  • L’incidente ha coinvolto al massimo due veicoli a motore (anche ciclomotori con targa) entrambi identificati e regolarmente assicurati per la R.C. Auto;
  • L’incidente è avvenuto in Italia, Repubblica di San Marino, Città del Vaticano;
  • Entrambi i veicoli devono essere immatricolati in Italia o Repubblica di San Marino o Città del Vaticano;
  • Eventuali lesioni subite dal conducente non devono comportare un’invalidità permanente superiore al 9%: tale restrizione non si applica in riferimento ad eventuali danni fisici, con invalidità anche superiore al 9%, subita da terzi trasportati in uno dei due veicoli.

Per tutti gli altri casi è prevista l’applicazione della procedura di risarcimento ordinario.

Risarcimento diretto

Termini e vincoli della procedura

La richiesta di risarcimento diretto può essere consegnata a mano al proprio assicuratore oppure inviata mediante lettera raccomandata a.r. o a mezzo telegramma, telefax o posta elettronica (a meno che quest’ultimo mezzo non sia escluso dal contratto sottoscritto con la propria compagnia).

Dal momento in cui la richiesta è ricevuta dall’assicuratore, egli è obbligato a formulare una offerta di risarcimento, ovvero a comunicare i motivi di rifiuto, nel rispetto dei seguenti termini:

  • 30 gg. in caso di sottoscrizione del modulo di constatazione amichevole di incidente da parte di entrambi i conducenti;
  • 60 gg. in caso di sottoscrizione del modulo di constatazione amichevole di incidente da parte del solo conducente che richiede il risarcimento;
  • 90 gg. in presenza di danni fisici del danneggiato: tale termine si sospende se questi rifiuta gli accertamenti richiesti per valutare il danno.

È importante che la richiesta di risarcimento sia completa di tutti gli elementi richiesti dalla legge, poiché, in caso contrario, la compagnia dispone di ulteriori 30 gg. di tempo per richiedere al danneggiato le integrazioni necessarie ed i termini per formulare l’offerta di risarcimento o per comunicare i motivi del rifiuto sono interrotti fino alla data di ricezione delle integrazioni richieste.

Per predisporre la richiesta è sempre possibile rivolgersi al proprio assicuratore che è tenuto per legge a fornire tutta l’assistenza necessaria anche ai fini della quantificazione dei danni alle cose ed al veicolo.

Risarcimento diretto

Quali sono le opzioni per il danneggiato

A fronte dell’offerta di risarcimento il danneggiato può agire in tre differenti modi:

  • Accettare il risarcimento diretto: in tal caso la compagnia deve versare le somme entro 15 gg. dall’accettazione.

Di norma l’assicurazione richiede una quietanza liberatoria che preclude al danneggiato il diritto di avanzare richieste di maggior danno. Inoltre, sugli importi corrisposti, nella fattispecie, non sono dovuti compensi per la consulenza o assistenza professionale di cui si sia avvalso il danneggiato diversa da quella medico-legale per i danni alla persona;

  • Non accettare il risarcimento: in questo caso la compagnia paga comunque la cifra proposta entro 15 gg. dalla non accettazione, ma la stessa viene ricevuta come “acconto”.

Se al momento della liquidazione viene richiesta la firma di una quietanza (ovvero di una ricevuta) è importante che vi sia specificato che non sono preclusi i diritti di avanzare, se si ritiene, ulteriori richieste di risarcimento;

  • Non rispondere: in questi casi la compagnia deve comunque liquidare il danno entro 30 gg. dalla proposta.

Anche in questo caso occorre fare attenzione a non rilasciare quale ricevuta una quietanza liberatoria.

Risarcimento diretto

Se il danneggiato non è soddisfatto dell’offerta

Se il danneggiato non è soddisfatto dell’offerta proposta dall’assicurazione e non riesce a giungere ad un accordo con la stessa, può far valere i propri diritti attraverso:

  • Una procedura di riconciliazione seguita da due rappresentanti esterni a supporto delle parti: l’ANIA (Associazione Nazionale tra le Imprese Assicuratrici) ed un’Associazione dei Consumatori (questa procedura può risolvere controversie fino ad un massimo di 15.000,00 euro di danni);
  • Un’azione legale nei confronti della propria compagnia. L’altra compagnia, quella del danneggiante, può comunque chiedere di intervenire nel giudizio anche estromettendo quella del danneggiato, riconoscendo la responsabilità del proprio assicurato.

Infine si tenga presente che il ricorso alla procedura del risarcimento diretto (o indennizzo diretto), così come chiarito dalla Corte Costituzionale, non rappresenta un obbligo per il danneggiato, il quale mantiene sempre la facoltà di utilizzare l’azione tradizionale ed agire nei confronti dell’autore del danno (controparte).

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