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Fermo tecnico: che tipo di danno è? Ne ho diritto? In quali circostanze?

“Fermo tecnico” è il danno economico subito dal proprietario di un veicolo per non poterlo utilizzare durante il periodo necessario alle riparazioni.

È inteso che tale danno è un elemento aggiuntivo oltre al danno materiale subito a causa del danneggiamento del mezzo.

Danno da fermo tecnico dell’auto

Quando l’assicurato ne ha diritto?

La giurisprudenza si è espressa più volte e in maniera contraddittoria.

In passato il risarcimento del danno da fermo tecnico del veicolo è stato riconosciuto a prescindere dall’utilizzo che il proprietario fa del suo mezzo di trasporto.

Una sentenza più recente della Corte di Cassazione ha, invece, ribadito che il danno da fermo tecnico deve essere dimostrato in maniera oggettiva.

La spesa sostenuta per procurarsi un’auto sostitutiva e, di conseguenza, la perdita subita per la rinuncia forzata dei proventi ricavabili dall’uso del proprio mezzo sono, dunque, prove ammissibili.

Non basta più, quindi, a titolo dimostrativo, la semplice indisponibilità del proprio veicolo.

Danno da fermo tecnico dell’auto

Come si quantifica il danno subito?

Secondo la giurisprudenza prevalente esiste una sorta di formula in grado di aiutarci e aiutare il giudice nel calcolo per il fermo tecnico.

Bisogna tenere in conto infatti di:

  • Il numero di ore durante le quali il veicolo è sottoposto a lavorazione;
  • I giorni vanno calcolati tenendo conto delle 8 ore sindacali lavorative e non le 24 ore;
  • L’ammontare di euro per ciascun giorno lavorativo deve tenere conto di cilindrata, modello, classe e del costo di noleggio di un veicolo di caratteristiche simili.

Bisogna, quindi, prestare attenzione dato che il calcolo del danno da fermo tecnico è sul totale dei giorni utilizzati, in concreto, per la riparazione e non sul totale dei giorni di sosta.

Se, ad esempio, l’auto rimane ferma in attesa di lavorazione una settimana tale periodo non è computabile nel valore di risarcimento del fermo tecnico.

Danno da fermo tecnico dell’auto

I costi patrimoniali nel calcolo dei danni

Oltre ai costi per la mobilità alternativa, che è opportuno giustificare al fine di vedere soddisfatte le proprie ragioni in caso di contenzioso con la compagnia, ve ne sono altri, di tipo patrimoniale che non possono essere in alcun modo messi in discussione.

Si tratta delle spese di gestione e mantenimento del veicolo per i giorni in cui si trova in riparazione.

Nel conteggio di queste spese vengono considerate le seguenti voci:

  • Assicurazione 
  • Bollo auto
  • Il costo del deprezzamento del veicolo per il tempo delle riparazioni durante il fermo tecnico.

Per il risarcimento di queste voci non è necessario provarle nel loro preciso ammontare.

È sufficiente dimostrare l’inutilizzabilità del veicolo per un determinato numero di giorni calcolati sulla base dei criteri descritti prima.

Il giudice, da parte sua, risarcisce il danneggiato sulla base di sue valutazioni.

Va sottolineato che i giorni di lavorazione di rado superano la settimana; le cifre sono, di solito, piuttosto modeste.

Vero è che i costi di mantenimento giornalieri variano (e di molto) a seconda del modello di auto.

Ai fini di una valutazione dei costi giornalieri che sia il più possibile corrispondente al danno subito è, quindi, consigliabile, ma non necessario, mostrare al giudice i reali costi di esercizio dell’auto.

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