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Acquaplaning: Come Evitarlo

Acquaplaning: come evitarlo

Secondo una recente ricerca, il 46% degli incidenti stradali è causato dalle avverse condizioni atmosferiche. In quest’ambito, dopo il ghiaccio, l’acquaplaning è sicuramente il fenomeno più pericoloso che un automobilista può trovarsi ad affrontare.

L’acquaplaning, letteralmente “slittamento sull’acqua”, è una condizione che si presenta quando l’acqua si accumula di fronte agli pneumatici di un auto, tra la gomma e la superficie della strada. La pressione dell’acqua davanti allo pneumatico spinge uno strato d’acqua sotto di esso, riducendo l’aderenza e provocando la perdita di controllo della vettura.

Se il sistema di drenaggio non è adeguato a queste condizioni, la gomma non riesce ad espellere la quantità d’acqua in maniera ottimale, facendo perdere grip al veicolo ed esponendo il conducente ad un rischio elevato d’incidente. In fase di acquaplaning il veicolo non rispondere correttamente alle manovre effettuate, mettendo in pericolo il conducente e gli altri automobilisti sulla strada.

Quali fattori aumentano il rischio di acquaplaning?

Velocità
Maggiore è la velocità, più alto è il pericolo di incorrere nell’acquaplaning: il rischio di slittare sulla pellicola d’acqua è già presente ad una velocità di 50 km/h. E’ fondamentale quindi, in caso di pioggia e soprattutto se ci si trova a percorrere un tratto con fondo sconnesso o rovinato, adottare uno stile di guida prudente e ridurre l’andamento di marcia.

Stato e tipo di pneumatico
Un livello di pressione adeguato, sospensioni e gomme in buone condizioni di efficienza contribuiscono senz’altro a ridurre il rischio. In particolare, un battistrada usurato per metà subirà l’acquaplaning a 5-7 km/h in meno rispetto ad uno nuovo. Esistono poi sul mercato pneumatici, studiati appositamente, che rispondono meglio di altri di fronte a questo tipo di evenienze. Al proposito vi invitiamo a consultare i test sugli pneumatici estivi per avere informazioni dettagliate sulle loro caratteristiche. Noi vi segnaliamo quello, molto completo e dettagliato, realizzato da TCS (Turing Club Svizzero), ente tra i più accreditati a livello europeo in ambito automobilistico.

Profondità e quantità d’acqua su strada
Maggiore è la profondità delle pozze d’acqua sull’asfalto, maggiore è il rischio di perdita di contatto con il manto stradale. In ogni caso, anche una sottile pellicola d’acqua può mettere a repentaglio la vostra sicurezza.

Come comportarsi in fase di acquaplaning?

Per prima cosa occorre cercare di non farsi prendere dal panico, perché manovre improvvise potrebbero solo peggiorare la situazione. E’ fondamentale riuscire a tenere la direzione di guida il più possibile, evitando sterzate repentine e discontinue che produrrebbero una ulteriore perdita di controllo. Mai premere il freno in maniera istintiva e brusca, soprattutto se la vettura non dispone del sistema elettronico di supporto alla frenata (ABS): potrebbe prodursi l’effetto contrario, cioè un maggiore slittamento ed un conseguente aumento della velocità. Per riprendere controllo della vettura bisogna lasciare il pedale dell’accelleratore, fino a che non sarà ristabilita una normale andatura premendo dolcemente sul freno.

Come evitare l’acquaplaning?

Oltre a moderare la velocità dunque, il controllo regolare degli pneumatici è il primo strumento di prevenzione. Anche se per il Codice della Strada l’altezza minima del battistrada per circolare è di 1,6 millimetri, gli esperti consigliano di sostituire gli pneumatici quando il loro profilo raggiunge un’altezza di 3-4 millimetri. Un sistema molto semplice, alla portata di tutti, per verificare la profondità del battistrada è il test della moneta da 1 euro: inserendola all’interno di uno dei solchi principali, se la corona esterna dorata è appena coperta dalla gomma o è visibile, vuol dire che il profilo è più basso dei 4 mm consigliati.

Fate anche attenzione alla larghezza della gomma: maggiore è l’ampiezza, maggiore è la tendenza all’acquaplaning. Pneumatici con larghezza minore tagliano più facilmente la pellicola d’acqua presente sull’asfalto.

Ulteriore accorgimento è quello di non usare il sistema automatico di regolazione di velocità (cruise control) in caso di pioggia battente. Il vostro veicolo infatti riconoscerà l’accumulo d’acqua come un rallentamento e chiederà al motore più potenza, generando un’ulteriore perdita di aderenza dell’auto.

Occhio infine a garantirvi sempre la migliore visibilità, condizione che può senz’altro aiutarvi a individuare in anticipo i punti della strada a rischio di acquaplaning. Mantenere le spazzole tergicristallo in condizioni efficienti e magari effettuare un trattamento antipioggia per il parabrezza, sono due accorgimenti in grado di iinfluire significativamente sulla vostra sicurezza.

 

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